La donazione non può essere obbligatoria”

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Gianpietro Briola, presidente nazionale, commenta così la proposta di Salvini di rendere obbligatorie le donazione per gli studenti

Abbiamo appreso dalle dichiarazioni del ministro degli Interni, Matteo Salvini, in tema di donazione di sangue, sensibilizzazione e possibile obbligatorietà per gli studenti maggiorenni.
Sul tema desideriamo ricordare che da anni, grazie anche a un protocollo con il MIUR e alla disponibilità di tantissimi volontari, le Associazioni fanno opera di sensibilizzazione nelle scuole, già a partire dalle scuole primarie.
Un rafforzamento della collaborazione con le Istituzioni e un rilanciato protagonismo delle Istituzioni stesse nel promuovere la donazione di plasma e sangue trova tutto il nostro consenso e appoggio.
Lascia invece perplessi l’ipotesi dell’obbligatorietà, anche se probabilmente si è trattato solo di una ‘“provocazione” durante la conferenza stampa che condividiamo come obbligatorietà di corretta informazione e formazione ai giovani, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado, sulla donazione biologica.
Siamo convinti – come abbiamo già fatto e sottolineato la scorsa estate in incontri al Ministero degli interni e al Ministero dell’Istruzione – che si possa e si debba continuare a lavorare insieme sulla promozione di un gesto importantissimo, ma che deve sempre attenere a una motivazione personale di solidarietà”.

Gianpietro Briola – presidente Avis Nazionale

Fonte e foto www.avis.it

“SOLO UNA PROVOCAZIONE”
«Una provocazione». Gianpietro Briola, presidente nazionale dell’Avis, ha liquidato così l’annuncio di Matteo Salvini, che ha dichiarato che il Governo sta valutando, insieme al ministero dell’Istruzione, l’ipotesi della «donazione volontaria obbligatoria» di sangue nelle scuole. Il vicepremier ha definito la donazione «una questione di sicurezza nazionale, perché se non lo raccogli lo compri e in altri Paesi non ci sono i controlli rigorosi come in Italia».

«Se deve essere una donazione, non può essere obbligatoria», ci spiega Briola.

«Chi viene a donare deve farlo in modo consapevole, responsabile e volontario, e ci possono essere mille motivazioni dietro la scelta di chi non vuole farlo. Inoltre, solo quando il gesto è convinto e spassionato può garantire una continuità, che è l’aspetto che più ci interessa». Perché, continua il presidente, «anche una sola donazione è utile, ma è la disponibilità periodica e costante a rappresentare un grande aiuto, perché offre una certa garanzia al sistema».

Un aspetto positivo nella proposta di Salvini, però, c’è. «Ed è l’attenzione delle istituzioni al problema della donazione di sangue. Esistono ancora, in Italia, periodi e regioni carenti sia di sangue che di plasmaderivati (medicinali prodotti attraverso processi di lavorazione industriale del plasma, indicati per il trattamento di patologie rare come l’emofilia di tipo A e di tipo B, di altre malattie emorragiche, delle immunodeficienze primarie e di patologie respiratorie ereditarie). L’Italia è al 55-60% di autosufficienza e per il resto dipende dal mercato mondiale dei farmaci».

Quello che Briola renderebbe obbligatoria, invece, è «la collaborazione tra istituzioni e associazionismo per la formazione e l’informazione dei giovani alla donazione. Allora sì che potremmo dare il nostro avallo e la nostra convinta adesione. Noi cerchiamo di farlo già da anni nelle scuole: se le istituzioni ci vengono incontro, tutti insieme possiamo collaborare ai buoni risultati di un “sistema Italia”. Che va a vantaggio di tutti».

fonte: www.vanityfair.it

By |2018-11-22T09:21:03+00:0022 novembre 2018|0 Commenti

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