Stop bufale

Periodicamente si diffondono via SMS, email o social network vere e proprie catene di Sant’Antonio di messaggi con l’appello alla richiesta urgente di sangue.

Questi messaggi non vanno diffusi perché il sangue, anche raro, viene ricercato tramite le strutture del Servizio Sanitario Nazionale e le Associazioni di donatori e non tramite generici appelli alla popolazione.

Riportiamo un comunicato del Centro Nazionale sangue relativo ad un caso del genere, risalente a qualche anno fa, ma purtroppo ancora attuale:

Avviso ai media e ai volontari del sangue

Tornano gli appelli per la ricerca di sangue via sms. Il Centro Nazionale Sangue ammonisce: una pericolosa bugia che va combattuta

Periodicamente arriva un sms sui cellurari. Gli operatori:”Non ci sogneremmo mai di chiederlo così”; la gente comune ”veniamo colpiti emotivamente e, benchè sospettosi, vogliamo attivarci, non credendo si possa speculare su queste cose”.

Il cellulare scandisce un suono: arriva un nuovo messaggio. Apri. ”Bimbo di 17 mesi necessita di sangue B+ causa leucemia fulminante. Urgente”. E il tam tam dei messaggini ha inizio. Potrebbe sembrare un grido l’allarme. Ma in realtà si tratta di una ”bufala”, una notizia inventata. Una bugia che approfitta della generosità delle persone oneste. La variante stagionale riguarda solo il gruppo, talvolta è un AB- che colpisce per presunta rarità ancora di più l’immaginario collettivo. La diagnosi sempre infausta, l’età del piccolo paziente non supera mai i 18 mesi. Padri e madri si sentono coinvolti: ”e se succedesse a mio figlio?”.

La risposta ai preoccupati cittadini, vittime ancora una volta di questi ”giochi digitali pericolosi”, arriva dall’Authority che in Italia è preposta al coordinamento della medicina trasfusionale ed al controllo sulla sicurezza del sangue.

Il direttore del CNS, Giuliano Grazzini, unitamente ai Presidenti delle 4 associazioni e Federazioni di volontariato Sangue(Avis, CRI, Fidas, Fratres), raccomanda di ignorare tali sciacallaggi , invitando alla riflessione: ”Il sistema trasfusionale italiano è basato sulla donazione volontaria, altruistica e non remunerata, ma soprattutto governata da meccanismi di controllo regionale da una legge dello stato. Anche il sangue ”raro” viene mappato. Questo significa che gli operatori sanno dove andare a cercare il sangue che serve. Mai nessuno si sognerebbe dinanzi ad emergenze di instaurare una simile catena di presunta ”solidarietà”.

L’uso degli sms al massimo può riguardare il contatto personale e protetto da privacy che l’associazione di volontariato può effettuare per chiamare il volontario che ha firmato la liberatoria, in caso di richiesta urgente di donazione, sempre allo scadere del periodo di legge previsto tra una donazione e l’altra (3 mesi per gli uomini e per le donne, con 4 donazioni massime all’anno per i primi e 2 per le seconde – dal 2010 la frequenza è salita fino a 6 aferesi annue), ma si tratta di casi eccezionali e personali.

Posta la falsità di tali appelli, invitiamo i cittadini che vogliono liberamente aderire alla donazione, ad informarsi presso i Centri Trasfusionali delle Strutture Ospedaliere e presso le sedi delle associazioni di volontariato sangue della propria città.

Dott.ssa Gloria Pravatà Responsabile Comunicazione CNS